Dic
28
2013

A proposito di bilancio comunale

Ho avuto modo di approfondire l’ultima variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale il 27 novembre scorso, e mi preme rendervi conto del quadro assurdo della vicenda dell’IMU. Della quale, sia detto per inciso, avevo già parlato in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2013, evidenziando il paradosso di un’imposta lasciata in balia delle onde dai governanti romani.

Il quadro a fine anno è chiaro: il paradosso si è confermato nei fatti.

Si pensi solo al fatto che la variazione di bilancio, pari a € 403.212,00 (cioè al 7% delle entrate complessive), è legata praticamente all’IMU. Come a dire, in termini più espliciti, che il Comune di Telgate ha semplicemente subito la variazione, senza (quasi) metterci del suo.

Cercare di spiegarvi il meccanismo di calcolo delle maggiori entrate ed uscite è esercizio arduo, pertanto mi limito ad alcune considerazioni:

1. il salasso di questa imposta sulle imprese è irragionevole: secondo un mio calcolo, le aziende telgatesi hanno pagato (nel solo 2013) € 1.125.000,00 di IMU sui fabbricati di categoria D. Non si dimentichi che l’abolizione della seconda rata dell’IMU sulla prima casa è stato nuovamente spostato sulle imprese, che si sono viste anticipare al 2013 gli acconti fiscali del prossimo anno. Una follia.

2. Da un punto di vista strettamente tecnico, i rimborsi dell’IMU ai Comuni sono stati gestiti quasi interamente sulle entrate tributarie, come se fosse di competenza del Comune stabilire il gettito di questa imposta. Salvo far rientrare tra i trasferimenti dallo Stato una voce di € 146.000,00, che in realtà è ancora un rimborso di IMU sulla prima casa. Un modo per sottrarre ai Comuni la possibilità di pianificare le entrate (qualcheduno dei palazzi romani capisce queste cose?).

3. Il mega-trasferimento dello Stato di € 1.224.000, chiamato “fondo di solidarietà comunale”) rappresenta il 32% delle entrate correnti del Comune ma più del 40% delle entrate tributarie, un segnale di dipendenza dell’ente locale dallo Stato centrale che non permette di distinguere il buon amministratore locale da quello meno capace.

Tutto questo, assieme al bavaglio dei vincoli del patto di stabilità interno e all’arrivo della nuova IUC (imposta unica comunale), mi suggerisce il dubbio che alla prossima tornata elettorale sia o meno auspicabile la vittoria. Amministrare, di questi tempi, è davvero una pura passione. Almeno per chi ha ben presente cosa lo aspetta.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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