Ott
19
2013

Il salasso della TARES

E’ notizia di oggi (19 ottobre) la rabbia degli esercenti del Comune di Porcia (PN) contro gli aumenti della tassa sui rifiuti, che è incrementata in media del 40%. Una pizzeria si è vista infatti recapitare un avviso di pagamento di 6.800 euro, un bar 1.350 euro, un’autoscuola 600 euro. Per correre ai ripari, il Comune friulano ha indetto un’assemblea pubblica per spiegare come è calcolato questo tributo e placare gli animi inviperiti dei cittadini.

Da noi la situazione assume una sfumatura diversa, perchè, a fronte dei prevedibili ed eguali aumenti, che ciascuno di voi avrà già notato in base al modulo di pagamento che vi è stato recapitato in questi giorni, si è preferito convocare una pubblica assemblea di emergenza in data 25 ottobre. Scopo della riunione è spiegare, da parte dell’Amministrazione, che la colpa è del Patto di Stabilità, senza il quale il nostro Comune non vi avrebbe fatto pagare questa tassa.

Propaganda pura, fatta peraltro con il logo del Comune.

Condivido in pieno l’idea che questa tassa sia calcolata in modo sbagliato, perchè non premia i Comuni virtuosi, è poco legata alla frazione di raccolta differenziata e nasconde una tassa implicita di 0,30 euro per metro quadrato che va dritta dritta nelle casse dello Stato, ma che si cerchi di nasconderla dietro il Patto di Stabilità è, a mio giudizio, sbagliato.

E’ scorretto perchè la tassa sui rifiuti e sui servizi deve essere pagata; il Comune non può sostenere questa spesa per conto dei cittadini, dal momento che viola il dettato normativo e il buon senso.

E’ inoltre una giustificazione in salsa elettorale per evitare di spiegare ai cittadini come è articolato questo tributo, come è ripartito tra utenze domestiche e non, di quali riduzioni è possibile beneficiare, quali sono i costi da coprire.

Quando il tema venne portato in Consiglio comunale, non venne presentato un singolo numero, non un’analisi dei costi; ci si è avvalsi unicamente delle valutazioni di Fraternità Sistemi. Un pò poco, non vi pare? 

Ed è infine una scappatoia per non assumersi l’onere di portare in sede ANCI (l’associazione dei Comuni) la proposta di modifica della TARES, una strada ben più efficace di quella di un sito web di presunti Comuni virtuosi.

Se è questo il modo di risolvere i problemi, cioè di buttare la palla sempre in calcio d’angolo, allora stiamo freschi: la colpa sarà sempre di Roma, come da decenni a questa parte. Con buona pace della nostra coscienza.

Ciao e segnalatemi l’importo delle vostre cartelle esattoriali.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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