Mag
23
2012

Una legittima protesta

Lunedì sera, in consiglio comunale, dopo circa tre ore di discussione sui 10 punti all’ordine del giorno, tutti abbastanza  tecnici e faticosi  da seguire, si è affrontata l’interrogazione presentata da Progetto per Telgate  sul  trasporto scolastico.

La trovate allegata. La lettura, fatta la tara delle necessarie citazioni burocratiche degli atti amministrativi, dà già i termini della questione, che si riducono in estrema sintesi al fatto che il prossimo anno scolastico non si effettuerà il trasporto per gli alunni delle Scuole dell’Infanzia e Primaria, servizio che concorre all’effettiva attuazione del diritto allo studio.

Cade da sola la tesi del ”capiamo il disagio, ma è un servizio che interessa solo 5 bambini”.

L’insolita presenza in consiglio, fino a tarda ora, di un gruppo di mamme (un plauso  alla strenua resistenza) testimonia che non è così. Non c’era forse  bisogno neppure di conferme.   Già nella lettera diffusa da alcuni genitori, i diretti interessati si dicono “obbligati a rinunciare al servizio per i costi troppo elevati”.

 Restano  le altre ragioni addotte dall’Amministrazione, che  sono fondamentalmente di tipo economico, argomentate dal Sindaco con le “ristrettezze ” dell’attuale situazione finanziaria.

Si è lamentata inoltre una “gestione discutibile” del servizio, da non usarsi “come un taxi” e si è sostenuto che con  “il costo di un servizio dato non a tutti” si possono liberare soldi da “ridestinare sulla collettività”.

Pienamente d’accordo  sul principio che ogni servizio vada utilizzato in modo corretto e nel migliore dei modi. Così come nessuno, credo, abbia mai  pensato che i soldi risparmiati  sarebbero finiti in chissà quale pozzo nero. Difficile infine non convenire sulla grave situazione di crisi , che viviamo da più tempo e  a diversi livelli. Non concordo invece sulla visione, in chiave riduttiva, del servizio in quanto “servizio dato non a tutti”. Per definizione un servizio è destinato non necessariamente a tutti, ma  a chi di quella prestazione, si serve per un  particolare bisogno.

E mi soffermo su quest’ultima parola.  Mai come in questo periodo  la parola “bisogno” fa parte del nostro quotidiano. Mai come in questo periodo c’è bisogno di poter contare su  quei servizi minimi, il cui uso si è consolidato nel tempo e la cui sospensione non fa che accrescere disagi e privazioni. Abbiamo sentito nella seduta di ieri giustificare l’aumento addizionale IRPEF dallo 0,2 allo 0,4 proprio “per mantenere il livello dei servizi”. Cominciamo coerentemente  col mantenere questo servizio. Rendendolo  concretamente accessibile. Per il prossimo anno scolastico all’aumento -in questo caso contenuto- di complessivi  40 €  per il servizio di refezione scolastica, di altri 90 € sulla retta  per chi avesse un figlio alla Scuola Materna, si dovrebbe aggiungere l’ aumento molto oneroso del trasporto. Facciamo il caso della Scuola Primaria dove  dagli attuali 193 € annuali (per una sola corsa) o 387€ per due corse giornaliere si passa  alla tariffa unica di 540 € per tutti ( più 60 € di cauzione). Pur considerando la specificità di ogni situazione, è stato fatto notare come le tariffe praticate nei paesi viciniori siano di gran lunga inferiori (fino al 50% in meno).

Le sempre crescenti  difficoltà  delle famiglie meritano lo sforzo di  una  oculata scelta degli eventuali tagli di spesa, perché  non si  vada ad intaccare sempre più il  settore dei servizi in un momento già di grande malessere per tanti cittadini.  

La disponibilità a un incontro, dichiarata ieri, diventi l’occasione per rivedere i provvedimenti adottati e trovare una mediazione soddisfacente per entrambe le parti.

Maria Larosa

Testo Interrogazione

Autore: Fabio Turani

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