Lug
3
2011

Ma quale federalismo?

Avrete notato i manifesti che la Lega Nord (per l’indipendenza della Padania) ha affisso in gran numero anche nel nostro paese.

Dopo la doppia batosta delle elezioni amministrative e dei referendum, era evidente il bisogno dei leghisti di uno scatto d’orgoglio e di rilanciare il loro tema cardine: il federalismo fiscale.

Sarà che sono poco avvezzo alla propaganda, ma la lettura dello slogan: “Federalismo: libertà e più risorse ai nostri Comuni” mi ha fatto pensare ai dati del rendiconto consuntivo 2010 del Comune di Telgate o al bilancio di previsione 2011.

Se guardiamo ai dati (e i nostri amministratori li conoscono bene), osserviamo che nell’anno 2010 il nostro Comune ha ricevuto un milione di euro tondi tondi di trasferimenti dallo Stato, circa 15.000 euro in più di quelli previsti. Se analizziamo il trend pluriennale (2008-2011), si nota che la voce relativa alle spettanze è aumentata da € 736.000 (2008) a € 1.028.000 (2009), rimanendo pressochè invariata nel 2010 e aumentando (in previsione) a circa € 1.600.000 nell’anno in corso. Se anche togliessimo i trasferimenti relativi ai minori introiti ICI dei fabbricati di classe D (circa € 650.000), i numeri non cambierebbero.

Non solo. I lavori di completamento del centro di raccolta rifiuti (per un importo pari a € 250.000), di cui è stato approvato il progetto definitivo il 24 giugno scorso, registrano il mancato contributo della Regione Lombardia per lo stesso importo, comportando la presa in carico al Comune dell’intera somma. Questa, guarda caso, verrà sostenuta in parte proprio con i trasferimenti compensativi dello Stato per le minori entrate ICI.

Leggendo la situazione su scala locale, ciò che sta avvenendo è un federalismo al contrario, in virtù del quale si invocano meno trasferimenti dallo Stato in favore di una maggiore autonomia impositiva da parte dei Comuni, che, di fatto, non si realizza. L’andamento delle entrate statali di questi anni e il caso specifico del bilancio 2011 del Comune di Telgate lo dimostrano in modo ineccepibile.

E’ vero dunque che i manifesti ad effetto possono aiutare a rinserrare le fila, ma cominciano a non convincere più e a mostrare il distacco sempre più evidente dalla realtà.

La politica che da tempo noi proponiamo a livello locale -basata sui contenuti e sulle proposte concrete- rappresenta l’elemento maggiore di differenza con l’Amministrazione in carica. Vincolata, così io credo, da un andamento della politica nazionale che chiede una radicalizzazione dei temi.

Fabio

Autore: Fabio Turani

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