Mar
29
2011

Voci e silenzi dalla scuola materna (parte 2)

CONSIDERAZIONI E PROPOSTE

I problemi posti all’attenzione investono aspetti diversi. Alcuni hanno probabilmente origini lontane. Ai provvedimenti immediati si dovrà  accompagnare una progettualità a più lungo termine. Le osservazioni che seguono sono ovviamente solo propositive; nessuna  pretesa miracolistica.

 * DEFINIRE CON CHIAREZZA GLI AMBITI DI COMPETENZA: potrebbe essere uno dei primi argomenti  da affrontare,  magari con la presenza di un esperto super partes, in quel “tavolo di lavoro”  richiesto, in un altro documento, dal Vice-Sindaco.

È la condizione per ricostruire quel rapporto di fiducia fra le diverse componenti  che consenta di perseguire obiettivi comuni e condivisi.

* ANALIZZARE IN MODO APPROFONDITO LA SITUAZIONE FINANZIARIA: sulla  gravità della situazione finanziaria le  versioni sono discordanti. Qual è l’esatta dimensione del problema? Si è  definito, secondo parametri condivisi,  il costo- standard di gestione per bambino, per sezione? ( Da esperta solo in bilanci familiari so come sia importante quantificare i bisogni per tenere in equilibrio entrate ed uscite). Sarebbe così possibile scegliere il criterio di erogazione del contributo ritenuto più equo: secondo un principio di sussidiarietà ( una percentuale definita rispetto al costo–standard ) e/o secondo un principio di complementarietà (individuando destinazioni non coperte da contributi statali e della famiglia).

* RICONSIDERARE LA POSSIBILITÀ DI TARIFFAZIONE DIFFERENZIATA

Attraverso l’utilizzo dell’indicatore ISEE del reddito familiare si possono introdurre sistemi di tariffazione differenziata in relazione alla capacità economica della famiglia. È una prassi largamente adottata. Potrebbe servire a favorire il rientro di una parte di quei bambini le cui famiglie non sono in situazione da Servizi Sociali, ma sono comunque in affanno economico.

“Ma come può lei sapere quali sono i motivi di chi non frequenta” ? Raccolgo la domanda che mi è stata rivolta durante l’assemblea del 3 marzo e faccio l’ultima proposta.

* CERCARE DI INDAGARE LE RAGIONI DELLA MANCATA FREQUENZA

Quali sono, per l’appunto, i motivi di chi non frequenta? Non posso dire di conoscerli con certezza io, ma forse neppure chi sostiene: “ Sono solo problemi culturali… non  capiscono l’importanza… non verrebbero neanche con una tariffa facilitata”. Perché non provare allora ad invitare i genitori dei bambini “assenti”  a un incontro ben organizzato, in collaborazione con i genitori più attenti alle problematiche educative e con l’aiuto di mediatori culturali? Per far conoscere la scuola, per parlare della sua importanza, ma anche per ascoltare le  vere ragioni di una mancata adesione.

“ Il nostro Paese ha superato in anticipo l’obiettivo europeo del 90% di bambini dai 3 ai 5 anni scolarizzati” . Parola del ministro Gelmini (atto di indirizzo 8/9/2009). A Telgate, secondo i dati forniti dalla  stessa scuola,  saremmo  al 73%. E si prospetta un ulteriore calo. Sono dati che richiedono una attenta valutazione e meritano lo sforzo di qualche opportuna iniziativa. 

Maria Larosa

Autore: Fabio Turani

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