Feb
12
2010

La triste vicenda del PGT (anche a Telgate)

Fu così che l’assessore regionale Davide Boni prorogò ulteriormente i termini per l’approvazione del PGT (Piano di Governo del Territorio, cioè lo strumento urbanistico) al 31 marzo 2011.

Niente di nuovo, già da tempo si sapeva che il Consiglio Regionale avrebbe approvato una modifica della Legge 12/2005 appositamente studiata per il comune di Milano. Salvo scoprire, solo una settimana dopo, che il presidente della commissione consiliare urbanistica del comune stesso era assai più interessato ad intascare tangenti per le concessioni in zona Bovisa che ad impegnarsi sul PGT. Pagina di pessima politica, non c’è che dire.

La proroga dei termini per l’approvazione del PGT è stata commentata dal Boni come una misura richiesta da molti comuni lombardi, anche se tali comuni ritardatari “non potranno approvare delle varianti al Piano regolatore vigente, che diverrà così immodificabile fino a quando sarà definitivamente sostituito dal PGT – salvo piccole modifiche possibili per esigenze pubbliche, attività produttive ed accordi di programma regionali”.  Chi ha letto con attenzione la modifica alla legge 12 sa bene che l’affermazione di Boni è volutamente generica, al punto che egli non dice espressamente che gli sportelli unici per le attività produttive sono stati salvati (un punto su cui abbiamo più volte discusso).

In che modo questo prolungamento dei termini influenzerà il PGT del comune di Telgate? Non è dato saperlo, l’assessore Gregori e la Giunta tutta si sono ben premurati di tenere segreto il procedimento. Non sappiamo dunque se il PGT sia stato completato, se la sua redazione sia in ritardo rispetto al target del 31 marzo 2010 o se abbia rispettato il cronoprogramma (vi sembra normale tutto questo?). Altra violazione della Legge 12, che si fonda sulla partecipazione dei cittadini.

Meno male che la legge prevede l’approvazione in consiglio comunale, altrimenti anche questo passaggio sarebbe stato bypassato dai nostri amministratori. L’assenza di partecipazione combinata alla carenza di discussione in consiglio fa temere che anche il nostro PGT sia viziato dall’esigenza di tutelare interessi troppo particolari anzichè il bene di tutti.

A riprova della vicenda poco felice della legge 12, si aggiunga il totale fallimento della legge 13/2009, nota come piano casa lombardo. Bocciata di fatto da tutti i comuni (compreso il nostro), questa legge ha cercato di entrare a gamba tesa sul PGT introducendo il meccanismo degli ampliamenti volumetrici e smentendo la logica di pianificazione della legge 12.

Una gran confusione, che ha depotenziato lo sforzo dei paesi lombardi di pensare il proprio futuro urbanistico. Ci si chiede, a questo punto, quale sia la vera motivazione per cui molti comuni non abbiano approvato il nuovo strumento  urbanistico per tempo: la risposta a questo quesito, implicita a quanto descritto, ci fa capire la debolezza ormai certa del PGT, ridotto ad un puro atto amministrativo.

Complimenti.

Fabio Turani 

 

Autore: Fabio Turani

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